URBS IPSA MOENIA 2015. Castelli e mura Il Castello di Padova e le difese del terriorio nel Medioevo

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Castelli e mura
Il Castello di Padova e le difese del terriorio nel Medioevo
Nuovi dati archeologici. Restauri a confronto. Un autore per gli affreschi del Castello Carrarese

Ciclo di conferenze a cura del Comitato Mura di Padova

QUARTO APPUNTAMENTO

Venerdì 29 maggio 2015 ore 17:30
Sala Anziani di Palazzo Moroni, via VIII febbraio

Patrizia Valle
Progetto Cittadella 1994/2013. Restauro e ri-Animazione delle mura

Città murata per eccellenza, fondata dal comune di Padova agli inizi del Duecento per presidiare il territorio in contrapposizione a Castelfranco, roccaforte di Treviso, Cittadella ha conservato quasi intatta la sua cerchia di mura. Erette a partire dal 1220, mantenute in efficienza, e rinnovate e rafforzate, in particolare per quanto riguarda le porte, prima dai Carraresi e poi dai veneziani, almeno per il primo secolo della loro dominazione. A parte l’apertura di una breccia nel 1509, da parte dei cannoni dell’imperatore Massimiliano durante la guerra della Lega di Cambrai, hanno subito il normale degrado cui è destinato ogni manufatto che abbia perso la sua funzione originaria. Non però il ruolo identitario, come dimostra la reazione popolare che ha subito bloccato lo smantellamento iniziato nell’Ottocento e che ha prodotto una seconda parziale breccia.

Patrizia Valle è l’architetto che ha progettato il restauro e la ri-animazione delle mura, come lei stessa ama definirla. Un lavoro durato quasi vent’anni che ha avuto come obiettivo primario quello di rendere percorribile senza interruzione il camminamento lungo l’intero circuito, lungo quasi un chilometro e mezzo. Ridando così alle mura una nuova funzione, quella di attrazione turistica, ben diversa da quella originaria di opera della difesa. Confermandone invece l’altra, mai perduta, di simbolo identitario e principale monumento della città.Per farlo ha dovuto affrontare e risolvere una serie di problemi, tecnici e prima ancora culturali, operando scelte che possono essere condivise o respinte negli esiti formali, come in effetti è stato (è il caso, in particolare, delle due brecce, risarcite con modalità diverse e in apparenza opposte, perché diverse erano le caratteristiche e le ragioni storiche delle due lacune). Scelte che però meritano in ogni caso di essere conosciute e comprese per poterle giudicare con cognizione di causa; e delle quali occorrerà tener conto, per prenderle ad esempio oppure distanziarsene, in occasione di futuri interventi, in situazioni analoghe o anche in contesti differenti, come è quello delle mura di Padova, diverse per epoca, funzioni, dimensioni e stato di conservazione.

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Il ciclo Urbs Ipsa Moenia torna a occuparsi delle difese medievali di Padova e del suo territorio.
L’obiettivo è puntato sulle acquisizioni più recenti, dal punto di vista della conoscenza come da quello della fruizione, che sottintende conservazione e restauro.
Riportare l’attenzione sulle difese che hanno preceduto la rivoluzione architettonica, urbanistica e territoriale prodotta dalla cinta bastionata cinquecentesca serve a ricordare che la città di Padova, come accade per ogni città storica, si presenta come un palinsesto in cui edifici pubblici, privati, di culto e strutture difensive si sono avvicendati in un continuum di sovrapposizioni, che vanno ritrovate, studiate e salvaguardate. Senza privilegiare un’epoca rispetto a un’altra.
Lo stesso vale per il territorio, le cui vicende non sono meno complesse, come gli studi in corso da alcuni anni continuano a confermare, individuando e ricostruendo una complessa rete di castelli e fortificazioni lungo le diverse e sempre mutevoli linee di confine.
Punto di partenza d’obbligo il castello di Padova, dove le novità si susseguono, anche "a riflettori spenti". La pulitura dall’intonaco della parete che affaccia a sud sulla corte maggiore ne ha rivelato l’aspetto originario, mentre i sondaggi archeologici, nella corte e intorno a essa, hanno gettato importanti squarci di luce sulle strutture che hanno preceduto il castello carrarese. Nel frattempo se ne studia la decorazione affrescata, e se ne cominciano a individuare autori e significati.
Riguardo al territorio, se da un lato si ricostruisce per via archeologica una complessa rete di rocche e castelli distribuiti sui Colli Euganei, di cui poco rimane visibile, con l’importante eccezione di San Martino e di Valbona, le città minori, Cittadella, Este, Montagnana, recuperano e valorizzano le proprie mura.
In chiusura, uno sguardo sulle mura medievali di Padova, il cui studio può ancora riservare sorprese.
Le conferenze saranno accompagnate da visite guidate nei luoghi di cui si parlerà, per permettere una "verifica sul campo" di quanto illustrato.

Per informazioni:
Associazione "Comitato Mura di Padova" via Raggio di Sole 235137 Padova
tel 347 6145908 (segretario) comitatomura@virgilio.it www.muradipadova.it